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Rapporto annuale
2017
Prospettive

Nel 2018 si celebra il 70esimo anniversario della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani. Eppure in tutto il mondo, Svizzera compresa, l’attuazione di tali diritti rimane una sfida.

In Svizzera, la presentazione annunciata per il 2018 del relativo messaggio del Consiglio federale segnerà un’altra importante tappa lungo il percorso verso la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani (INDU). Sarà molto interessante vedere in quale misura il disegno del Consiglio federale si allineerà alle richieste espresse da numerosi partecipanti alla consultazione che auspicano un modello conforme ai Principi di Parigi. Se da un lato la presentazione del messaggio accenderà i riflettori sul futuro modello e sul processo parlamentare per la creazione di una INDU, dall’altro ricorderà l’avvicinarsi della conclusione del progetto pilota CSDU.

Istituzione nazionale per i diritti umani

Secondo i Principi di Parigi delle Nazioni Unite, un’Istituzione nazionale per i diritti umani (INDU) deve:

  • disporre di una base legale;
  • avere un ampio mandato e i poteri necessari per proteggere e promuovere tutti i diritti umani;
  • godere di un’indipendenza istituzionale e di fatto dal Governo;
  • avere una rappresentanza pluralistica delle forze sociali;
  • disporre di mezzi finanziari sufficienti e di un’infrastruttura adeguata.

Il CSDU non soddisfa tali criteri. Il Centro si attiva unicamente su mandato e non possiede né basi legali né una personalità giuridica propria, ciò che gli preclude la necessaria indipendenza.

In Europa si contano 37 INDU che soddisfano pienamente o in parte i Principi di Parigi (status A: 27; status B: 10), mentre in tutto il mondo ve ne sono 120 di cui 110 hanno lo status A o B (stato: 21 febbraio 2018). La loro impostazione varia sensibilmente da un’istituzione all’altra.

Nonostante l’orizzonte temporale limitato, percepiamo un interesse sempre maggiore nei confronti del nostro lavoro, ciò che ci stimola a portare avanti anche nel 2018 un ampio ventaglio di progetti e attività. Per esempio, condurremo uno studio sul crescente impiego di attori privati nei penitenziari svizzeri. Osserveremo più a fondo l’attuazione del diritto del bambino a essere ascoltato sancito dall’articolo 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo e stileremo un bilancio al riguardo. Allestiremo una guida pratica ai diritti fondamentali e umani delle persone anziane e analizzeremo gli obblighi programmatici stabiliti dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Inoltre, pubblicheremo un opuscolo sui sinora tre esami periodici universali (EPU) dinanzi al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla situazione di tali diritti in Svizzera ed esamineremo in quale misura questa procedura contribuisce alla protezione dei diritti umani in Svizzera. Organizzeremo ancora diversi eventi per esempio sul tema del fermo di polizia o sull’introduzione nella legge di un divieto di punizioni corporali sui bambini.

«La varietà dei temi esposti dimostra ancora una volta l’importanza che i diritti umani rivestono per tutte le componenti della società.»

Sempre nel 2018, lanceremo il nuovo asse di ricerca prioritario «Droits fondamentaux au travail» (diritti fondamentali al lavoro) nell’ambito del quale ci occuperemo delle tensioni esistenti tra sviluppi sociali, tecnologici ed economici nel mondo del lavoro da un lato e rispetto dei diritti umani dall’altro. Al riguardo, punteremo la lente in particolare sulle conseguenze della crescente specializzazione e sul rischio di rapporti di lavoro iniqui che sfruttano soprattutto persone vulnerabili come anziani, migranti e disabili. Ci dedicheremo anche alla protezione della sfera privata sul posto di lavoro. La varietà dei temi esposti dimostra ancora una volta l’importanza che i diritti umani rivestono per tutte le componenti della società.

Convegno specialistico «Accès à la justice en cas de discrimination raciale», 26 ottobre 2017, Berna. (Immagine: CSDU)

«Rapporto annuale CSDU 2017»
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